27 gennaio 1945 – 2020: i Traditori perpetuano il loro passato.

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Messaggio  Admin Dom 26 Gen 2020, 00:59

27 gennaio 1945 – 2020: i Traditori perpetuano il loro passato.   Cq5dam10

Il 16 gennaio 2020 Matteo Salvini, ha riunito, in convegno, nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani  alcuni Traditori per dibattere sulle “nuove forme d’antisemitismo”.

Una falsa emergenza, dalla quale da sempre si alimentano le  “democrazie occidentali”, che ha contagiato il leghista, il quale al pari dei nemici dell'Italia ha affermato: «- Noi non vogliamo che i nostri figli rivivano gli errori e gli orrori del passato, aggiungendo: l’antisemitismo di certa destra tradizionalista e di certa sinistra è nostro nemico. Abbiamo il dovere di combattere chi dice che gli ebrei sono i nazisti di oggi: c’è chi lo pensa nel mondo islamico, ma anche in certi mondi in Europa - ».
Questa stupida dichiarazione dimostra l’assoluta ignoranza di cui è portatore l’ex Vice premier,  seguito, al momento, anche da gente dalla quale prende la distanza.

A questo Traditore, noi Fascisti, sentiamo il dovere di ricordare l’ammirazione che Mussolini provava per l’intero popolo ebreo, come dimostrano le tante interviste rilasciate a giornalisti di religione ebraica, a tal proposito a  seguire riportiamo, in parte, l'intervista concessa nel 1932 allo scrittore ebreo, Emil Ludwig, al quale Benito Mussolini disse a proposito della lotta razziale posta in essere dalla Germania nazista: <<- Non esiste più una razza pura, nemmeno quella degli ebrei. È   dalle mescolanze che spesso deriva forza e bellezza ad una nazione. Razza:  è un sentimento non  una realtà: il 95 %  è sentimento. Io non credo che si possa provare biologicamente che una razza sia più o meno pura. Quelli che proclamano nobile la razza germanica, sono per combinazione tutti non germanici: Gobineau e Lapouge  francesi, Chamberlain inglese e Woltmann ebreo. Una cosa simile da noi non succederà mai: l'orgoglio nazionale non ha affatto bisogno dei deliri di razza. L'antisemitismo non esiste in Italia. Gli ebrei italiani si sono sempre comportati bene come cittadini e come soldati si sono battuti coraggiosamente.

Se nel 1938 (sei anni dopo) Mussolini si deve ricredere,  lo si deve agli ebrei italiani influenti che  si asservirono all'interesse internazionale del sionismo, il quale già dal finire del 1935 alimentava internazionalmente l'antifascismo. Furono questi ebrei gestori in Italia del potere burocratico, culturale e militare ad inguaiare tutti i 40.000 ebrei censiti in Italia.

Una comunità, tutelata fino  al  1938 dal governo Fascista, anche se nel 1935 al pari dei fuoriusciti bolscevichi chiedeva a gran voce le sanzioni contro il Popolo italiano e che, in Spagna nel 1936  infoltiva  la brigata internazionale con lo scopo di scontrarsi con i Fascisti italiani partiti volontari per combattere i bolscevichi.

Furono questi ed altri episodi  che portarono alle leggi che esclusero l'intera comunità ebraica dai diritti, che al pari degli italiani avevano goduto nei 16 anni di governo Fascista. Solo con l'emanazione di quelle leggi si potevano escludere dai posti di comando gli ebrei asservitosi, come detto al sionismo. Altro che antisemitismo, il governo Fascista aggi per difendere l'intero Popolo italiano, il quale come affermato da Mussolini nel 1932, non ha mai lasciato attecchire l'antisemitismo, tema al quale il leader leghista ha voluto dedicare un convegno.

Matteo Salvini al pari dei vecchi e nuovi traditori ha voluto colpevolmente disconoscere la necessità e il valore delle leggi razziali che il Fascismo, si è dovuto dare, mirando più che ad escludere altri popoli a rafforzare e saldare gli italiani.

Il suo slogan “ Prima gli Italiani” era invoca già 82 anni fa!

Il razzismo ad escludere era  quello delle altre nazioni,  a partire da quella americana, quello italiano consisteva – attraverso l'azione delle istituzioni – nel realizzare un continuo miglioramento qualitativo e quantitativo del Popolo italiano. Popolo che con la creazione dell'Impero era venuta in contatto con altre razze; quindi doveva guardarsi da ogni ibridismo e contaminazione. Leggi “razziali” in tal senso sono state elaborate e applicate, nei territori dell'Impero.

Mussolini il 31 luglio 1938, parlando a Forli  dichiara: << - il problema della razza non è scoppiato all'improvviso, è in relazione con la conquista dell'Impero; poiché la storia c'insegna che gli imperi si conquistano con le armi, ma si tengono col prestigio - >>.
Torniamo agli ebrei, essi si considerano da millenni dovunque e anche in Italia come una “razza” diversa e superiore alle altre ed è notorio che malgrado la politica tollerante del Regime, gli ebrei hanno in ogni  nazione costituito  - coi loro uomini e coi loro mezzi - lo stato maggiore dell'antifascismo.

analizzare la situazione venutasi a creare dalle dichiarazione fatta da Mussolini a Ludwig nella primavera del 1932 è un articolista, del quindicinale La difesa della razza, fondato e diretto da Telesio Interlandi, che il 5 agosto 1938 scrisse: fermiamoci sulla data del 1932. da allora molti avvenimenti sono accaduti nella storia dell'Italia e del mondo: è inutile enumerarli ma uno di essi li sovrasta tutti: il nuovo impero di Roma. E il secondo è che l'antifascismo mondiale è di pura marca ebrea.
<< - Nei “colloqui” era detto che l'antisemitismo non esiste in Italia. Allora nel 1932. Ma da allora ad oggi è sorto il semitismo nel mondo e in Italia. Che ci siano stati degli ebrei patrioti e fascisti è verissimo, ma è altrettanto vero che ci sono stati ebrei  antitaliani e antifascisti. Non fu pronunciata dall'ebreo Trevis la frase tremenda: “il prossimo inverno non più in trincea” ?
<< - Anche in questa questione delle razze, vi è nel pensiero di Mussolini, al disopra delle necessità tattiche di governo, una coerenza fondamentale ed è quindi perfettamente inutile che gli ebrei italiani mandino a memoria la pagina 73 del libro di Emilio Ludwig, che si chiama viceversa Coen.
Nello stesso numero 1 della rivista, si legge quanto segue:
<< - Esiste un uomo italiano, un uomo che da molti secoli vive nella stessa terra, nutrendosi sempre degli stessi prodotti nati dal medesimo humus, che respira l'aria temperata dalle stesse valli, dalle stesse riviere, che muove, traffica, agisce sempre tra le medesime pianure, gli stessi pendii, che pensa, medita, poeta, inventa sempre innanzi agli stessi panorami, sotto il medesimo cielo, un uomo che sceglie la sua compagna tra la stessa gente e che perciò mette al mondo figli che sono con vera parola sangue del suo sangue, un uomo che è simile, affine a tutti coloro che vivono e che sono prima di lui vissuti sopra la medesima patria terra.
<< - Uomini italiani che, vicini uno all'altro per una trama solidissima, dai mille fili vitali, costituiscono un aggruppamento inconfondibile, omogeneo, formano quella che con termine scientifico va decisamente chiamata – senza trepidi, superflui pudori – una razza.
<< - Uomini italiani, di razza italiana.
<< - Guardando con animo sereno, nessuna realtà è più evidente di questa. È la realtà di tutti i giorni, quella che incontriamo sulle strade, nelle case, una realtà talmente ovvia da sfuggire alla considerazione e sulla quale ci arrestiamo appena quando ci si fermi ad osservare un gruppo di stranieri. La città con il suo movimento, la sua ansia d'azione, la confusione di sentimenti e di interessi tende a logorare la coscienza della propria entità biologica. È un altro male dell'urbanesimo.  
<< - non cosi la campagna. La vita serena dei campi, le opere dell'agricoltura e dei pascoli maturano una sapienza ferma, antica come la terra, limpida come il sole. Qui è perciò di tutti la convinzione che gli spiriti familiari vadano conservati e difesi come qualcosa di sacro.
<< - “È sana e forte: puoi sposarle” dicono i vecchi al figlio; “ moglie e buoi dei paesi tuoi” si ripete in ogni contrada d'Italia. E nelle fattorie, nei casolari non si è studiata l'eugenetica.
<<- Esiste una razza italiana.  Sarà quindi bene per tutti che per l'innanzi, nella considerazione dei vari studi, dei diversi problemi si tenga presente il fattore uomo italiano.
<< - Ed è da respingersi con energia ogni accusa di materialismo gretto, pronta a nascere nella bocca dei vari struzzi che tengono metodicamente il capo tra le sabbie di un facile spiritualismo.
<< - non è con gli aprioristici dinieghi, con irrigidimenti fatti sistema che si può entrare in un concetto o nei termini di un problema. Quando si assumono questi ateggiamenti si è completamente al di fuori della questione.
<<- Accorgendosi dell'esistenza di un uomo italiano w quindi di una razza italiana ci si mette sul piano di una realtà molto semplice.
<< - Si guarda l'uomo come è, con il suo corpo e con il suo spirito nel suo naturale equilibrio; lo si guarda in questa realtà che è moto semplice e altrettanto evidente.
<< - Non vale qui il sofisma: una posizione di questo genere è assai più vicina alla realtà delle cose di quanto non lo siano gli alfieri delle opinioni preconcette.    
<< Civiltà spirito, arte; cultura sono dei termini cui specialmente la società demo-massonica di fine -secolo XIX ha dato significati più vasti e quindi meno precisi, significati che hanno finito con lo slittare nel campo di un internazionalismo non bene definito e comunque oscuro.
<< - Chi si è mal nutrito di questi termini, chi per vizio o magari per mestiere ha fatto abuso di queste parole, può forse tovar difficile di accogliere nel suo quadro mentale il concetto di razza.

L'articolo continuava, richiamando le nuove generazioni
<< - molti anni di Fascismo. Di lotte, di conquiste hanno tenuto lontano i giovani dalle insidie di un internazionalismo oscuro.
<< - Essi sono quindi i più idonei a intendere prontamente il valore fondamentale della dichiarazione che  sottolinea l'esistenza di una razza italiana. Essi che sono cresciuti nelle palestre all'aria sana delle competizioni sportive e dei campeggi del Partito e che hanno potuto cosi migliorare il loro corpo rendendolo più idoneo ad ogni prova,  essi possono rendersi conto della necessità di difendere e di perpetuare intanto questo prezioso patrimonio che è il substrato biologico della Nazione italiana.
<< - il riconoscimento dell'esistenza di una razza italiana pone in vari campi una serie di problemi e di studi dagli sviluppi assai interessanti.
<< - I giovani del tempo Fascista vi porteranno certamente, con la nostra serenità romana, un contributo di idee e di entusiasmo destinati a dare maggiore sviluppo all'importante problema affrontato dal Fascismo.

Questo articolo è l'attestazione più attendibile che mai un solo Fascista abbia dichiarato la superiorità degli italiani nei confronti di un'altra qualsiasi razza.

Diciamo basta alla menzogna dell'olocausto per responsabilità dei Fascisti, la responsabilità per quanto riguarda gli ebrei presenti in Italia è da addebitare ai traditori e pertanto in parte agli stessi ebrei.      
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