Luca Traini: Ingiustizia è fatta!

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Messaggio  Admin Ven 26 Mar 2021, 18:00

Luca Traini: Ingiustizia è fatta!  Liber148

All’epoca della decisione, dell’uno ottobre 2019, della Corte d’assisi di appello di Ancona che confermò in toto la sentenza di condanna a dodici anni di carcere inflitta a Traini dai giudici di primo grado di Trani nell’ottobre del 2018 (se pur giudicato con rito abbreviato), per il reato di strage, aggravato dall’odio razziale e porto abusivo d’arma, scrivemmo sull’inutilità di quel ricorso, considerato il punto di degrado che toccava gli organi giudiziari.

Ancora più inutile ci è sembrata la decisione di ricorrere presso la Cassazione, probabilmente mal consigliato da un luminare del foro, il quale ha ignorato tutte le decisioni volutamente contraria nei confronti di imputati di destra colpevoli di reati di opinione . Per questo non ci a soppresso nè la richiesta di conferma della condanna d’appello, sollecitata dal sostituto pg della cassazione (di magistratura democratica) Marco dall’Olio, né l’accoglimento delle sue richieste da parte del collegio giudicante, il più delle volte fedele al volere dei catto-comunisti.

La Cassazione il ventiquattro marzo 2021, oltre a confermare la sproporzionata pena ha anche condannato Traini a pagare le spese processuali sostenute dalle parti civili: tra queste, oltre alle persone rimaste ferite, il Comune di Macerata e il circolo Pd della cittadina marchigiana.

Questo ulteriore caso dimostra che la giustizia italiana continua ad essere amministrata al pari di quella americana, greca, polacca, tedesca e turca, una giustizia persecutoria messa in atto contro le minoranze scomode. Quelle minoranze che vengono additate dagli organi d’informazione all’opinione pubblica quali responsabili di ogni male.
In questa falsa “democrazia” è un male non voler dire di sì ad una società meticcia, Ltp, o peggio fagocitata da governi che favoriscono mille e più divisioni attraverso una globalizzazione malata, in mano alle multinazionali.

Di questo chi, come noi, rifiuta di trasformarsi in un semplice strumento di consumo deve rispondere. Guai non omologarsi, vivendo le proprie emozioni estranee al pensiero unico.

Questa è la colpa di Luca Traini, il quale consapevole della situazione giudiziaria italiana in un momento di avvilimento ha avuto il torto di sostituirsi ai giudici, gli stessi giudici che, come più volte dimostrato dal programma “satirico” Striscia la Notizia, restano immobili d’innanzi allo spaccio di droga da tempo in mano agli immigrati, anche nella provincia di Macerata.

L’immobilismo dei giudici ha fatto di Traini un italiano colpevole. Colpevole di essersi eretto a vendicatore del delitto di Pamela Mastropietro, la ragazza stuprata, assassinata e fatta a pezzi da un immigrate, il cui corpo straziato venne trovato all’interno di due trolley. Per questi reati gli organi di polizia ritardarono l’accerta responsabilità di un immigrato.

Il FATTO
Era il 3 febbraio 2018 quando l’allora 28enne Luca Traini, offuscato dall’immobilismo della magistratura, in preda ad un raptus emotivo, si erge a vendicatore, parte con la sua Alfa 147 da Tolentino, il suo paese d’origine per recarsi nel centro di Macerata dove usando una Glock 17, pistola semiautomatica calibro 9 colpisce 6 pedoni di striscio, gente di colore, in quel momento agli occhi di Traini mercanti di morte, spara pure alcuni colpi alla porta della sede del Pd, responsabile d’accoglierli al loro arrivo in Italia.

Dopo questi insulsi gesti scende dall’auto con un tricolore legato al collo davanti al monumento ai Caduti, fa il saluto romano e urla <<- Viva L’Italia ->>, poi si consegna alle forze dell’ordine inginocchiandosi per lasciarsi ammanettare.

Su questo evento i sinistri hanno impostato tutta la loro campagna elettorale del 2018.
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