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Presentazione del libro "Riprendersi la Vittoria" Terminato

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Inserito online il Mer 14 Nov 2018, 22:05 da Admin

Data / OraData / Ora

Sab 17 Nov 2018, 20:00 - Sab 17 Nov 2018, 23:50

LuogoLuogo

Via Frusa, 37, 50131 Firenze FI, Italia
50131 IT

  • Programma: 
  • Data / Ora di inizio: Sab 17 Nov 2018, 20:00
  • Data / Ora di fine: Sab 17 Nov 2018, 23:50
  • icon price Prezzo per persona: A pagamento
  • icon country Categoria: Comunità

Dettagli dell'evento: 

SABATO 17 NOVEMBRE
ore 20: cena sociale; ore 21: conferenza
Stelio Fergola presenta “Riprendersi la Vittoria”
l’ultimo libro edito da Passaggio al Bosco Edizioni.
CASAGGÌ FIRENZE - VIA FRUSA 37

Cosa resta, un secolo dopo, della vittoria italiana nella Grande Guerra? L’autore risponde a questa domanda, prendendo in esame i fenomeni culturali, politici e sociali che hanno spinto le Istituzioni, i media e l’intellighenzia del nostro Paese a snobbare e processare un evento cruciale: il costante riferimento alle fantomatiche “fucilazioni di massa”, l’avvento di un cinema pessimista e decadente, la retorica pacifista, la mitizzazione della diserzione, la psicosi anti-nazionale di matrice antifascista, la caricatura forzata e artefatta dell’italiano egoista e vigliacco.

Stelio Fergola demolisce, pagina dopo pagina, tutti i “falsi miti” della vulgata anti-italiana che ha animato il secondo dopoguerra, con la precisa volontà di offrire un approccio equilibrato e veritiero alla Prima Guerra Mondiale, essenziale nel processo di consolidamento della nostra identità nazionale. Tra analisi storica e indagine sociale, si impone una nuova narrazione dei fatti, tesa a riscoprire ciò che è stato omesso per decenni: le gesta epiche dei nostri soldati, lo spirito autentico della trincea, l’epopea di un popolo che risorge e si fa Comunità.

Ma “Riprendersi la Vittoria” è anche un monito agli italiani del terzo millennio: avere consapevolezza di sé, ribadire il proprio senso di appartenenza, custodire e trasmettere - con fierezza - il sacrificio dei tanti connazionali che hanno donato la vita alla Patria. Perché il 4 novembre - nell’epoca del globalismo apolide e sradicante - torni ad essere la festa condivisa di un popolo e di una Nazione. Perché i nostri figli sappiano che l’Italia non è stata soltanto la terra dei mafiosi e dei corrotti, ma anche quella degli slanci generosi e dei sacrifici esemplari, dei confini sacri e del sangue versato, dei miti condivisi degli eroi immortali.

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